IL BAMBÚ GIAPPONESE
- Nesshin Ryu

- 14 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Parlando con lo Shidoshi Michele Milella mi ha raccontato di come lui usi il parallelismo tra la storia della crescita del bambù Giapponese e la costanza nel allenarsi alle basi e avere un ottimo risultato nel Budo. Ci tengo quindi a condividere con voi questa piccola perla di saggezza.
Non bisogna essere un agricoltore per sapere che un buon raccolto richiede un buon seme, una buona semina ed un irrigazione costante. È ovvio che chi non coltiva la terra si spazientisca di fronte al seme seminato e gridi con tutte le sue forze: "Sbrigati a crescere, maledetta pianta!"...
Succede una cosa molto curiosa con una tipologia di bambú giapponese che la rende una pianta non adatta agli impazienti: bisogna seminare il seme, coprirlo con della terra e ricordarsi di irrigarlo costantemente.
Durante i primi mesi non succede nulla di apprezzabile. In realtà non succede nulla di visibile al seme durante i primi sette anni, nulla al tale punto che un coltivatore inesperto penserebbe di avere comprato semi andati a male.
Dopo il settimo anno, durante un periodo soleggiato in sei settimane la pianta di bambú cresce anche oltre i trenta metri!.
Secondo voi ha dovuto aspettare solo le ultime sei settimane per crescere?
NO. La verità è che ha avuto sette anni e sei settimane per svilupparsi.
Durante i primi sette anni di apparente inattività, questo bambú stava generando un complesso e completo sistema di radici che gli avrebbe permesso di poter sostenere un grande e grosso fusto cresciuto in altezza dopo sette anni.
Tuttavia, nella vita quotidiana, molte volte vorremmo trovare soluzioni rapide, soluzioni affrettate senza capire che il successo è semplicemente risultato della crescita interna e che questo richiede il suo tempo.
Magari per la stessa impazienza, quando aspiriamo a risultati in breve termine,
abbandoniamo improvvisamente la via giusta quando stavamo già per conquistare la meta.
È compito un difficile convincere l'impaziente che arrivano al successo solo quelli che lottano con perseveranza e sanno aspettare il momento giusto.
In uguale maniera è necessario capire che in molte occasioni ci ritroveremo di fronte a situazioni nelle quali potremmo essere portati a credere che niente sta succedendo.
Questo può essere eccessivamente frustante. E' In quei momenti che dobbiamo ricordare il ciclo di maturazione del bambú giapponese, ed accettare di - continuare ad insistere - e di non abbandonare perchè non vediamo il risultato sperato - ma ricordare che sta succedendo qualcosa dentro di noi: stiamo crescendo, stiamo maturando.
Chi non si dà per vinto andrá avanti gradualmente ed impercettibilmente creando le abitudini e la tempra che gli permetterà di sostenere il successo quando finalmente questo si materializzerà.
Il trionfo non è che un processo che porta tempo e consacrazione, un processo che esige l'imparare nuove abitudini e ci obbliga a scartarne altre. Un processo che esige cambiamenti, azioni e formidabili doti di pazienza.

































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