KOto RYU

La scuola “Kotò-ryù Koppòjutsu (虎倒流骨法術)” tradotta significa “La scuola della tigre caduta”.
Scuola creata nel XVI secolo, di cui il primo Soke è stato Sakagami Taro Kunishige.

L’attuale 18° Soke (successore) è il Dr. Masaaki Hatsumi.

KO, tora, take: tigre, ubriacone

To, tao, dao: rovesciare, ribaltare

RYù: stile, scuola

KOTSU, hone:talento, abilità, (scheletro, osso) 

Hò, FURAN, nori, ho: metodo, legge, regola, principio, modello, sistema

JUTSU, sube: arte, tecnica, abilità, trucco

LA STORIA DELLA KOTO RYU KOPPOJUTSU

Le origini del Koto Ryù sono sconosciute, si pensa che sia arrivato in Giappone attraverso quella che oggi è la Corea da una persona che si chiamava Chan Buso.

Non si conosce con precisione quando sia avvenuto ma certamente molti anni prima che lo stile fosse stato organizzato da Sakagami Taro Kunishige.

Sono trascorse due generazioni prima che Toda Sakyo Ishinsai costituisse formalmente il Koto Ryu Koppojutsu come Ryu.

Sakagami Taro Kunishige è stato considerato il primo Soke del Koto ryu.  il secondo Soke addestrato e scelto dal lui fu Kotaro Minamoto Masahide.

Purtroppo il secondo soke ebbe una vita breve e mori in battaglia nel 1542 prima di poterne formare un terzo,

il ryu è quindi è passato nelle mani di Sougyoku Kan Ritsushi che era anche Soke del Gyokko Ryu. Per anni queste scuole hanno seguito la stessa strada arrivando così ad avere un unico Soke per entrambi i Ryu è questo è Masaaki Hatsumi.

Il nome Koto Ryu significa “Abbattere la tigre”, abbatterla con le dita,

nelle tecniche c’è molta aggressività.

Koppojutsu vuol dire “Distruggere le ossa dell’attaccante”. La caratteristica di questo ryu è la distanza creata per il movimento attraverso l’attacco spostandosi avanti con il colpo e movendosi rapidamente verso l’esterno tornando alla distanza di sicurezza Questo viene realizzato colpendo in un angolo di 90° contro le ossa dell’avversario in maniera tale che il movimento provochi più danno. Per realizzare questo c’è bisogno di un buon timing e ritmo, spesso realizzato con Un’altra loro specialità lo yoko aruki.

un punto importante per il lavoro di gambe è colpire a Toki (parte alta del piede) calciandolo o pestandolo per poter controllare l’equilibrio dell’attaccante.

Nel Koto Ryu lo sguardo si concentra sulle sopracciglia in modo da non far capire le proprie intenzioni. In questa maniera l’attaccante non potrà avere contatto visuale il quale può creare una certa confusione.

Un altro metodo di questa scuola è l’utilizzo di Metsubushi, diversi metodi di accecare gli avversari. Il metsubushi poteva consistere in lanciare all’avversario polveri accecanti o utilizzare i riflessi prodotti dalla spada o lame di metallo. Per esempio quando piove in Koto Ryu si adotta una posizione che viene chiamata Mangetsu no Kamae (uguale a Hoko no Kamae con la spada nella mano sinistra). In questa posizione si cerca di far accumulare l’acqua nel Hi della lama e lanciare sugli occhi dell’avversario nel momento in cui verrà utilizzata la spada.

Takamatsu Toshitsugu ha iniziato il suo allenamento nella Koto Ryu all’età di 9 anni ed è stato considerato maestro quando ne aveva 13 anni.

Nella sua autobiografia ha scritto che per allenarsi nella koto ryu sferrava colpi sulle pietre e sulla sabbia finchè non vedeva il sangue apparire fra le dita e le unghie.

Questo rese  le sue dita delle mani e dei piedi  Durissime.

Uno dei colpi utilizzati in Koto Ryu è Shako Ken. Una storia fa riferimento quando Takamatsu Sensei ha convinto della validità del budo un giornalista di nome Koizume Shizuo del Tokyo Sport Newspaper  strappando la corteccia di un’albero utilizzando il suo Shako Ken.

Il Koto Ryu possiede un sistema inusuale di utilizzare la spada giapponese. È uno stile che fa cambiare la presa della spada utilizzando la mano sinistra. Questo gli permetteva varie forme di impugnatura del katana creando confusione in combattimento. Tecnicamente il Gyokko Ryu si complementa al Koto ryu perfettamente e assieme formano un buon sistema di combattimento. È importante tenere in considerazione che entrambi possiedono i suoi propri metodi però insieme coprono tutte le possibili variazioni.

Ci sono stati famosi Ninja che hanno studiato entrambi i sistemi Koto Ryu e Gyokko Ryu. Sandayu Momochi, è stato uno dei leader del popolo Ryugu Sanbomatsu e uno dei difensori contro l’invasione di Oda Nobunaba nel 1582. È stato Soke di entrambi le scuole allo stesso tempo.
Uno degli allievi di Sandayu Momochi era Ishikawa Goemon, conosciuto come il Robin Hood giapponese.

Tentò di uccidere Hideyoshi Toyotomi  ma fù catturato e torturato nell’olio bollente. Alcune fonti dicono che è riuscito a scappare però lo Shogunato non ha mai rivelato tali informazioni.

Quando si studiano le tecniche del Koto Ryu si crea una connessione fra il nord ed il sud della Cina. a questo collegamento si attribuiscono la formazione dei pugni ed i salti bassi. L’allenamento base di questo Ryu include Ukemi Kaiten movimento e distanza colpi e lo studio dei punti vitali del corpo.

Le principali armi del Ryu sono i pugni (Fudo Ken/nio Ken), il taglio della mano (Shuto), l’artiglio(Shako Ken), il gomito(Shuki) e le dita dei piedi(Sokuguaku Ken). L

’utilizzo del Makiwara(con le caratteristiche speciali della scuola) era usuale per l’inrobustimento delle mani. I colpi agli alberi protetti con appositi rivestimenti per l’allenamento base e la mobilitazione di rocce per l’allenamento avanzato.

Le armi secondarie erano il tallone la fronte e le dita delle mani.

L’uso del Yoko Aruki è prevalente. I membri del Koto Ryu cercavano sempre di evitare il combattimento. Quando esisteva una situazione del genere si movevano fuori dalla traiettoria di attacco e non utilizzavano parate dal primo istante. La maggior parte dei calci colpivano le gambe e l’inguine.

I contrattacchi sono simili ad una esplosione. Quando si è in Ichimongi o seigan si guardano le sopracciglia e si Mantengono gli occhi liberi da emozioni.

Non si mostra nessun tipo di intenzione. Un’aspetto importante del Koto Ryu è la rapidità nel colpire ed uscire rapidamente.

Secondo Hatsumi Sensei il Koppo proviene originariamente dalla Cina ed è stato denominato Gojo.

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