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- Hambo Jutsu - Kamae
In questo post vedremo alcuni dei principali Kamae da poter utilizzare con l'hambo. Ichimonji no Kamae L'hambo è in posizione orizzontale mentre il corpo è a 45 gradi come l'omonimo kamae di Taijutsu. Hira no Kamae Posizione frontale. L'hambo viene sorretto da entrambe le mani mantenendo le braccia stese lungo il corpo. Mune Muso no Kamae Posizione frontale ad una mano. L'hambo viene sorretto da una sola mano. i piedi sono frontali, apertura delle spalle. La postura è quella del passeggio. Otonashi no Kamae Posizione frontale. L'hambo viene sorretto da entrambi le mani dietro alla schiena. i piedi sono frontali, apertura delle spalle. Kage no Kamae Guardia posteriore di attacco. L'hambo viene sorretto da entrambi le mani dietro alla schiena. i piedi sono in ichimonji no kamae
- Lo Shinobi Shozoku
Intorno allo Shinobi Shozoku 忍び装束 il famoso abito dei Ninja vi sono vari preconcetti dati purtroppo dai media, infatti non è vero che il Ninja lo indossava sempre (questo perché se il Ninja avesse avuto una uniforme univoca sarebbe stato riconosciuto molto facilmente), ma poteva essere un qualsiasi abito giapponese camuffato in modo che in qualunque momento il Ninja potesse mettersi il Sanjaku-tenugui per non farsi riconoscere, nella giacca e nei calzoni il Ninja cuciva delle tasche segrete per poter riporre documenti segreti o le armi segrete (Kakushi Buki 隠し武器) e poteva essere non solo del colore nero o bianco, ma anche blu scuro, marrone scuro o rosso scuro. Solitamente il Ninja si vestiva ditutto punto solo per penetrare nelle fortezze o nei campi nemici con le tecniche di Shinobi Iri 忍び 入り e per il suo utilizzo nelle tecniche di fuga e mimetismo attraverso il Togyo no Jutsu, lo Shinobi Shozoku non era che un modo per infiltrarsi,infatti il Ninja utilizzava anche i travestimenti Henso Jutsu 変装術 che nella Togakure Ryu erano conosciuti come le tecniche dello Shichihode Sanpo Gata 七方出三法型 (Forma delle sette vie di fuga e la forma dei tre metodi) che consisteva in sette metodi di travestimento: 1) Komuso 虚無僧, 2) Shukke 出家, 3) Yamabushi 山伏, 4) Shonin 商人, 5) Hokashi 放歌師, 6) Sarugakushi 猿楽師, 7) Tsune no Kata (常の形) e tre metodi per cambiare le sembianze del corpo. Lo Shinobi Shozoku era composto dallo Shinobigi 忍び着 (l’abito con delle tasche segrete simile a un comune abito dalavoro giapponese), Tekkou 手甲 (bracciali tipici del viandante o del monaco giapponese), Kyahan 脚半 (gambali), Tabi 足袋 (tipiche calzature giapponesi) e il Sanjaku-tenugui 三尺手拭い (che erano due pezzi di stoffa 30 cm X 90 cm utilizzati per coprire il volto in modo che se una parte veniva tirata via l’altra continua a coprire almeno una parte del viso. Inoltre il Ninja poteva utilizzare in vari modi lo Shinobi Shozoku, per esempio, per filtrare l’acqua o legando le estremità e riempiendolo di aria calda come salvagente di emergenza, ecc. . Lo Shinobi Shozoku è anche conosciuto come Ninniku Yoroi 忍辱鎧 “l’armatura della perseveranza contro le umiliazioni” questo significa che l’abito del Ninja è come il Kesa 袈裟 del monaco, tutte le umiliazioni si devono fermare al nostro abito, mantenendo la mente e il cuore puro così che non possa essere intaccato da nessuna impurità. Ringrazio il Dai Shihan Luca Lanaro che ho usato come fonte.
- Tsuka Maki Tutorial
Una delle cose che spesso mi sono state chieste e' come si realizza una Tsuka maki. Ma partiamo dalle basi... cos'e' la Tsuka Maki? La Tsuka e' la parte del "manico" della Katana.. o del bokken, o del tanto e via dicendo. La Tsuka Maki e' la copertura, l'intereccio che si ottiene tramite la Tsuka Ito, una fascia di velluto o diverso materiale. Vi lascio quindi al tutorial che ho preparato con la speranza di mostrarvi un metodo casalingo, pratico e veloce per realizzare un impugnatura resistente e dall'aspetto professionale da applicare ai vostri bokken invece di comprarli già fatti e risparmiare qualche soldino... Cliccate sulla foto per accedere al Tutorial.
- Promozioni anticipate
Parliamo un secondo di un evento particolare che ha un po sconvolto alcuni dei miei allievi. Durante un seminario che abbiamo vissuto di recente, alcuni di miei allievi sono stati promossi. Come ben sapete, malgrado io sia contrario a questa pratica di promozione questa volta ho deciso di aderire a questa usanza comune. Voglio intanto spendere 2 parole ovvie dicendo il perchè sono contrario. Regalare una promozione vuol dire un buon 80% delle volte che l'allievo promosso salterà parte del programma. Questo con un semplice passaggio al kyu superiore. Quando i kyu saltati sono 2 o 3 o addirittura un esame di Shodan il discorso diventa secondo me deletereo. Arrivare alla cintura nera è una passeggiata lenta che va vissuto con calma e guardandosi attorno, serve a capire se siamo tagliati per fare quello che stiamo facendo e se abbiamo la forza e la volontà di percorrere la via del Budo. Questo percorso deve prepararci ad arrivare al vero inizio, ovvero lo shodan. Deve darci gli strumenti necessari per affrontare quello che poi sarà un viaggio della vita. Questa e' la mia personale visione della scalata dei kyu. Detto questo voglio precisare che ho accettato di premiare la vostra presenza al seminario e la bella figura che mi avete fatto fare risparmiandovi lo stress degli esami. Questo non vuol dire saltare un pezzo di programma. Continuerete ad allenarvi su i vostri argomenti come se foste del kyu corrispondente fino a quando ci sarebbe stato il vostro esame. Solo allora e se avrete effettivamenente assimilato quello che dovete allora passerete al nuovo programma... senno semplicemente sarete dei kyu avanzati che... ripassano :D Detto questo ricordatevi che un maestro sa quando il proprio allievo è pronto per salire il gradino successivo... anche senza esame! Quindi non sentitevi in colpa o preoccupati per il programma... avete solo vinto un lasciapassare per questo esame!
- Esami di cintura 27/11/2025
Ieri si sono tenuti gli esami di cintura di alcuni allievi del mio dojo. Nello specifico parliamo di Francesco e i due Edoardi. Si parla dei primi kyu, all'inizio del percorso marziale ma malgrado questo i ragazzi sono stati bravissimi. Ogni Kamae, ogni kyusho, ogni kaiten fatto alla perfezione, anche cose buttate li da me appositamente per metterli un minimo in difficoltà. Devo essere sincero, ad oggi non mi aspetto di meno dai miei allievi. Sinceramente avrei voluta averla anche io all'epoca una formazione di questo tipo: scandita, metodica, con termini e programmi chiari e precisi. Ed è per questo che mi impegno come maestro a fornire i giusti materiali e le giuste nozioni. Io studio con voi, ripasso con voi. Colmo le mie lacune per non crearne in voi. Vedervi passare degli esami tutto sommato pieni di nozioni e termini di un altra lingua, fare movimenti che richiedono una certa coordinazione e sentirvi raccontare la biografia del Soke cosi ricca di dettagli mi riempie il cuore. Quindi come sempre Ganbatte kudasai miei buyu!!!
- La Yoroi
...Se ne parla spesso durante gli allenamenti. Spessi sentite frasi tipo, questa tecnica funziona cosi perche i samurai indossavano la Yoroi. Dovete colpire quel punto scoperto, dovete tagliare li... Ma sta benedetta Yoroi come e' realmente fatta e da cosa è composta? Oggi andiamo a vedere nello specifico come appare e da che parti e' composta: La Yoroi (letteralmente "grande armatura") è considerata l'espressione più elevata delle capacità tecnico-artistiche degli armaioli giapponesi, la cui produzione risale a partire dal XII secolo. L'armatura giapponese completa è generalmente di ingombro moderato, pensata per garantire la massima libertà di movimento al samurai, del peso medio di circa 40 Kg. Principali componenti della Yoroi classica: Corazza e Protezioni del Tronco Dō (胴(仏胴)): La corazza, che poteva essere realizzata in cuoio o ferro. Nella kozane dō gusoku (l'armatura samurai per antonomasia, precedente l'introduzione delle armi da fuoco occidentali), il Dō era composto da lamelle (hon-kozane) di piccole dimensioni o lamine (honiyozane) di grandi dimensioni, interconnesse tra loro da rivetti, lacci o cotta di maglia, e spesso ricoperte di lacca per una maggiore resistenza. Tipi specifici includevano dō-maru e haramaki-dō (leggeri, per i fantaccini) o ō-yoroi (pesante, per la cavalleria). Kusazuri (草摺): La scarsella, un grembiule di pezze rettangolari fatte di lamine, che veniva cinto sopra la corazza. Manchira: Un giubbone in stoffa rinforzata da maglia, scaglia o piastra di ferro (o una combinazione di questi) per proteggere il tronco, le ascelle e il collo. Protezioni per il Capo e Collo Kabuto (兜(⽇根野形頭形兜)): L'elmo. Alcune sue componenti includevano: Shikoro (しころ): Il paranuca. Mabisashi (眉庇): La protezione per la fronte. Kasa-jirushi (腰巻): La fascia dell'elmo. Mempo (⾯頬(⽬の下 頬)): La maschera. Yodare-kake (襟廻): La barbozza. Guruwa/Nodowa: La gorgiera. Hanburi/Hachi gane/Hitai ate: Protezioni leggere per la fronte. Datemono/Tatemono: Creste di varie forme e dimensioni montate sull'elmo. Esempi sono il Wakidate (spesso corna di bufalo d'acqua) o il Maedate (come un disco solare). Protezioni per gli Arti Sode (袖(当世袖)): Gli spallacci, che erano di forma rettangolare e agganciati sopra il corpo dell'armatura. La loro fascia è chiamata sode-jirushi. Kote (籠⼿(篠籠⼿)): Il bracciale, che copriva l'intero arto superiore. Tekkō (⼿甲(摘⼿甲)): I guanti d'arme. Haidate (佩楯): Il cosciale. Suneate (臑当(篠臑当)): Gli schinieri, che proteggevano i polpacci. Kōgake (甲懸): La scarpa d'arme o calza corazzata in supporto al tabi. Tateage (⽴挙): Il ginocchiello. Componenti Aggiuntive e Vestiario di Supporto Altre componenti che completavano l'equipaggiamento includevano: Sashimono: L'insegna distintiva, applicata sulla parte posteriore del Dō per il riconoscimento degli alleati. Horo: Un mantello indossato dai samurai di rango elevato. Yebira: La faretra. Yoroi hakama: Pantaloni hakama corazzati. Shitagi: La maglia indossata sotto la corazza. Kutsu: Gli stivali da equitazione in pelle.
- Note sulle tradizioni e retaggi delle scuole Iga e Koga
Grazie alla collaborazione dello Shihan Defraia creo questo post in cui si parla un pò del retaggio dei Clan di Iga e di Koga. Una sintesi del densho (documento di trasmissione che contiene gli insegnamenti essenziali di una scuola) della tradizione Iga, si concentra su aspetti storici, tecnici, filosofici e sulle principali Ryū-ha (scuole) associate alla regione di Iga. 1. Contesto Storico e Origini La regione di Iga (e la vicina Koka) è considerata la culla del ninjutsu. Le scuole sorte in queste aree hanno beneficiato dell'unione di conoscenze locali giapponesi e dell'apporto di esuli da Cina e Corea, che trovarono rifugio nelle aree montuose e inospitali tra l'VIII e il IX secolo. L'arte del ninjutsu si formò verosimilmente tra il X e il XIV secolo. Secondo le tradizioni di Iga, l'origine dello shinobi no Jutsu risale al mito in cui il dio Susanoo trasformò la Principessa Kushinada in un pettine magico (Yutsutsumagushi). 2. Principi Fondamentali e Definizione di Shinobi Il cuore del ninjutsu è osservare, spiare, prevedere e fermare il pericolo; è una scienza di sopravvivenza e combattimento. • Definizione di Shinobi: Le tradizioni di Iga definiscono shinobi come l'atto di rendere una cosa (che si ha in mano) che consiste in un profondo segreto. Il carattere nin in ninjutsu significa anche "sopportare" e può essere scomposto come shin ("cuore" o "spirito") sotto yaiba ("lama"), intendendo colui che "pone il suo cuore sotto la lama della spada", ovvero non ha paura di morire. • Koshijutsu e Koppojutsu: Alla base dell'insegnamento di Iga e Koga stanno due discipline complementari: il Kosshijutsu (tecniche basate sull'uso delle dita per attaccare punti vitali, nervi e muscoli) e il Koppojutsu (tecniche per rompere le ossa facendo leva sulle articolazioni). I ninja di Iga e Koga padroneggiavano queste arti come parte del loro addestramento. 3. Scuole Centrali della Tradizione Iga (Takamatsu Den) Le fonti menzionano specificamente due Ryū-ha di Ninpo strettamente associate a Iga e trasmesse alla famiglia Toda: • Togakure Ryū Ninpō (Hidden Door School - Arte di Combattimento di Furtività/Sopravvivenza) : Fondata da Daisuke Nishina (Togakure Daisuke) nel XII secolo, rifugiato nella regione di Iga. o Movimenti e Strategie : I movimenti sono molto bassi, allungati e angolari, adattati per aree montuose. Le strategie si concentrano sulla sopravvivenza e sulla fuga, includendo movimenti di rotolamento (rolling), evasione e abilità di "scomparire". o Armi: È conosciuta per l'uso di armi ninja come Shuko/Ashiko (artigli per mani e piedi), Kyoketsu Shogee, shuriken e Shinodake (un bambù di circa 4 piedi). • Kumogakure Ryū Ninpō (Hiding In The Clouds School - Ordine superiore di ninjutsu) : Il fondatore è Heinaizaemon Ienaga Iga nel XVI secolo, considerato il fondatore dell'Iga Ryū Ninpō. o Filosofia: Questa scuola si concentra sull'aspetto non violento del Ninjutsu. o Specialità: Vengono utilizzate la Kamayari (lancia uncinata, usata originariamente per arrampicarsi sulle navi e contro spadaccini) e le tobi-waza (tecniche di salto). I membri potevano indossare la Maschera del Demone (Demon Mask). La frase "Shikin Haramitsu Daikomyo", usata nel saluto del Bujinkan, si dice provenga da questa Ryū. 4. Principi Strategici e di Spionaggio (Ooshinobi no Daiji) Gli insegnamenti di Iga includevano metodi avanzati di spionaggio, chiamati Ooshinobi no Daiji (Principio del Grande-Shinobi). • Infiltrazione in Tempi di Pace: Per assicurare il successo, gli uomini dovevano essere infiltrati in varie province in tempi di pace, utilizzando arti come la poesia, il Renga (collegamento di versi), il tè o il gioco del Go per farsi conoscere e stabilire contatti liberamente. • Tecniche di Fuga e Distrazione: Le strategie di fuga (Tonko no Jutsu) erano classificate secondo i cinque elementi (legno, fuoco, terra, acqua, metallo). Ad esempio, ci si nascondeva con l'elemento terra (fossa ricoperta) o fuoco (accecando il nemico con una bomba fumogena). Una tecnica di evasione prevedeva di far rotolare un sasso da un lato di un tetto per creare confusione mentre si scendeva dal lato opposto. • Armi e Strumenti: L'equipaggiamento di base includeva un cappello di paglia, una corda con gancio (kaginawa), una pietra per scrivere, farmaci, un pezzo di stoffa (usato anche come cintura o corda) e materiale per accendere il fuoco. 5. Aspetti Mentali e Spirituali Il Densho si concentra profondamente sullo stato mentale del praticante. • Stato di Non-Mente (Mushin) : È cruciale raggiungere uno stato di mushin (non-mente) e muga (non-sé), non essendo schiavi del pensiero razionale e non attaccati alle distinzioni tra sé e l'avversario o tra vittoria e sconfitta. • Controllo Emotivo: Lo shinobi deve avere il controllo della sua mente, non permettendo alle emozioni o agli impulsi di sopraffarlo, rafforzando così il proprio ki (energia vitale). • Perseveranza: L'abilità non si trova nelle forme o nei kata, ma nel cuore: la pratica richiede perseveranza e costanza. • Principio del Den: Le scuole tradizionali (Koryu) basano la trasmissione su una relazione privilegiata tra maestro e studente, spesso registrando gli insegnamenti essenziali nei Densho. La trasmissione può essere scritta (Densho) o puramente orale (Kuden), ma il significato profondo risiede nella pratica e nell'intuizione. Takamatsu Sensei stesso sottolineava che il Kihon Happō (Otto Metodi Fondamentali, base di diverse scuole ninja) è come la radice del Budō. Strategie in pillole: La Tradizione di Scrivere una Serie di Lettere False (Chirashi Gaki no Tsutae). • Scopi e Metodi delle Lettere False La scrittura e la diffusione di lettere false erano considerate un'importante strategia di shinobi no jutsu. • Diffondere Sospetti e Conflitti Interni : Lo scopo principale era quello di creare sospetti reciproci tra le file nemiche, portando all'insorgere di conflitti interni. • Tecniche di Implementazione: Questa tecnica veniva generalmente eseguita dopo aver impiegato l'Arte della Connessione a Tre Vie (Art of Three-way Connection, Miawase no Daiji) o l'Arte della Connessione Segreta (Art of Secret Connection, Ura-awase no Daiji). • Contenuto delle Lettere: Le lettere false potevano avere diversi contenuti ingannevoli: o Una lettera poteva congratularsi con il destinatario per l'imminente tradimento ("Siamo lieti di sapere che tradirai"). o Potevano rivelare i metodi per inviare segnali o confermare la promessa di ricompensa che sarebbe stata data al "traditore". o Un'altra poteva ordinare un attacco alle spalle con l'appiccamento di incendi, promettendo ricompense. o Altre lettere potevano omettere spiegazioni chiare di azioni militari, fornendo invece solo una presunta password o segni identificativi. Ciò serviva a rendere il nemico sospettoso sull'identità del destinatario o sul significato nascosto dei messaggi. o Un altro tipo di lettera poteva incitare una ribellione dall'interno del campo nemico. • Modalità di Distribuzione Per massimizzare l'effetto, si dovevano preparare decine di lettere false. Potevano essere diffuse in diversi modi: • Yabumi: Lettere inviate tramite frecce. • Infiltrazione: Gli shinobi potevano lasciarle direttamente all'interno della struttura nemica. • Spia Nemica: Potevano farle trovare da una spia nemica, affinché questa le riportasse al proprio signore. • Tecnica del Messaggero: Gli shinobi potevano diffondere false informazioni in vicinanza di una spia nemica, affinché questa le riportasse al proprio signore. • Strategie Connesse e Esempi Storici L'uso di documenti falsificati si inquadra in strategie più ampie di manipolazione e disinformazione: • Inganno tramite Falsa Informazione (Kyojitsu Ten Kan Ho) : I ninja erano esperti nel presentare la falsità come verità (kyojitsu ten kan ho), un principio fondamentale nelle loro filosofie di successo nello spionaggio. • Tecnica del Messaggero: Gli shinobi potevano diffondere false informazioni in vicinanza di una spia nemica, affinché questa le riportasse al proprio signore. • Tecnica della Lettera Falsificata (Tsukuri Bumi no Jutsu) : dove uno shinobi si fingeva messaggero o un servo per consegnare verbalmente un messaggio falso (ad esempio, che il marito di una donna era stato rapito), o un compagno fingeva di essere un messaggero di un conoscente per attirare l'avversario fuori casa, consentendo all'altro shinobi di introdursi nell'abitazione. • Falsificazione di Scritture (Oda Nobunaga): Un esempio storico di estrema manipolazione che coinvolge la falsificazione della scrittura risale a Oda Nobunaga. Nobunaga fece addestrare un segretario molto abile per due anni per copiare perfettamente la calligrafia di Yamazaki Shinzaemon, un valoroso difensore del clan Imagawa. Una volta che l'agente padroneggiò la scrittura, Nobunaga gli fece forgiare una lettera che implicava una comunicazione segreta tra Yamazaki Shinzaemon e il clan Oda. Questa lettera falsificata, combinata con voci diffuse, convinse il signore di Yamazaki, Imagawa Yoshimoto, a ucciderlo senza indagini approfondite, portando al declino delle sue tattiche e alla successiva sconfitta di Yoshimoto nella battaglia di Okehazama. Tutte queste attività—falsificare la scrittura, diffondere voci e mostrare la lettera al momento opportuno—erano parte di un piano complesso. Denso (Rotoli di Trasmissione) Nelle scuole di arti marziali, come il ninjutsu, i documenti scritti (densho) a volte utilizzavano parole difficili o fuorvianti per mantenere segrete le tecniche, nel caso in cui i rotoli venissero rubati. Potevano usare deliberatamente parole ingannevoli o addirittura l'opposto del vero significato (ad esempio, definendo una tecnica di attacco come difensiva). Questo sistema di scrittura criptica rendeva i rotoli incomprensibili a chi non era iniziato alla scuola. Questo concetto di inganno linguistico rifletteva l'atteggiamento generale di non rivelare i veri segreti.
- La nuova Tavola del Dojo
Con gli ultimi saluti fatti da parte della nostra unica kunoichi il dojo torna ad essere prettamente maschile. Le tante lacrime e l'unione creata nel gruppo mi ha portato a ragionare su un paio di cose... Ma prima di parlare di questo porgo il mio saluto a Lavinia che per motivi prettamente pratici e di distanza è costretta a lasciare il dojo in attesa di tempi migliori (o di raggiungere la maggior età). Sei stata la nostra unica kunoichi, sei stata bravissima a livello di budo e una piccola mascotte per il corso. Sentiremo la tua mancanza Lavi. Detto questo e in onore suo, ho pensato che nella tavola del dojo era giusto mettere chi, in un modo o nell'altro, ha frequentato il tatami della Nesshin Ryu dojo e che per qualche motivo non può piu essere fra noi. Quindi sul lato di destra ora sono visibili, su tavole color legno, tutti i nomi di quelli che nel tempo mi hanno chiamato sensei. Sappiate che ricordo con affetto ognuno di voi e che a vostro modo, mi avete lasciato qualcosa, contribuendo ad essere chi sono ora. Arigatou gozaimashita a tutti, dal profondo del mio cuore. Link alla nuova tavola del Dojo
- Cosa si cela dietro la parola NINJA?
Il termine shinobi no mono , letto anche ninja (忍者) , deriva dal verbo shinobu (忍ぶ) , che significa “sopportare”, "nascondere" “perseverare” o “resistere in silenzio”. Il kanji Nin/Shinobu è composto da due parti: il filo della spada, yaiba (刃) , e il cuore, kokoro (心) . Si può interpretare il significato di Nin/Shinobi come una ferita viva nel cuore, qualcosa di sepolto che si sopporta. Oppure come la consapevolezza del pericolo, il sentire nella propria carne il filo della lama (刃). Così, shinobi no mono (忍びの者) significa “colui che sopporta profondamente (nel cuore)”, mentre ninja (忍者) può essere interpretato come “colui che mostra perseveranza, o che diventa un esempio vivente di resistenza”. In conclusione, una persona il cui contesto sociale, la cui missione e la cui vita hanno forgiato spirito, cuore e corpo sviluppa la pazienza (nintai*, 忍耐) e la perseveranza per raggiungere una certa padronanza delle emozioni. Un ninja, dunque, non è un guerriero spettacolare. È semplicemente un essere umano che, grazie alla disciplina, ha imparato a conoscersi in profondità. Questo non significa che sia perfetto. Significa che ha intrapreso un vero lavoro interiore, lucido e continuo. Si potrebbe pensare che questa via sviluppi automaticamente qualità come il coraggio o il discernimento, ma in realtà, se una persona non possiede già un minimo di pazienza o di resistenza, non reggerà. Il cammino è lungo, esigente, talvolta frustrante. Un’altra distinzione importante: in giapponese, si chiama budōka (武道家) il praticante o l’esperto di arti marziali. Il carattere ka (家) significa “casa”, talvolta “famiglia”. Il significato di budōka può quindi essere inteso come “una persona che ha fatto della propria pratica (qui il Budō) una casa interiore”. Ma non si dice ninka (忍家) , che designava piuttosto le famiglie specializzate nella pratica del Ninjutsu. Più che l’idea di un esperto o di una “casa” nel senso di conoscenza della propria disciplina o stile, il significato del termine shinobi o ninja (忍者) mette in risalto uno stato dell’essere, una disposizione dello spirito, quindi un cammino di trasformazione personale, spesso invisibile all’esterno.
- La vita e i suoi percorsi...
...è sempre con un pò di dispiacere che saluto degli allievi che decidono di cambiare strada. Un pò per il tempo condiviso, un pò il dubbio di aver potuto fare qualcosa di più per lui. Poi mi tornano i bei momenti passati insieme sul tatami, l'aver visto quella persona felice, il sapere dai genitori che era tanto che non lo vedevano cosi felice o il fatto di aver portato a conoscerci anche la compagna. L'essersi integrato in quello che e' la nostra famiglia. La vita ci porta a fare continuamente scelte, a credere e dubitare... se queste scelte ti portano lontano dalla nostra via del budo non posso che essere felice del tempo transcorso insieme e di quello che abbiamo condiviso, nella speranza di averti trasmesso un pizzico di me e delle mie conoscenze e che queste ultime prima o poi, ti tornino utili nella vita. Ti auguro una vita tranquilla e felice Gabriele, noi saremo sempre qui, felici di rivederti per un saluto.
- Altri buyu si avvicinano alla via del Budo
Con l'inizio della nuova stagione sportiva una nuova coppia di ragazzi si appresta a percorrere la via del Budo. Nerd e molto appassionati, senza rifletterci troppo, dopo la prima lezione Fabio e Mikhail decidono di di unirsi alle nostre file e cambiare, nel bene o nel male, la loro vita. L'età media, grazie a loro, alza l'asticella con i loro 41 e 35 anni. Siamo tutti ansiosi di allenarci con voi e condividere sul tatami risate, lividi e sudore ma anche risate, cene e tanti stupendi momenti inisieme!
- Ninpo Ikkan
Una frase che il Soke di tanto in tanto ripeteva era Ninpo Ikkan. Ma quale era il senso dietro a queste due parole? Esaminiamole nel dettaglio del loro significato "Nin" (忍) è un pò la base di quello che facciamo. Ha diversi significati, come ad esempio, se stiamo contando si può usare per indicare le persone; "sannin" (三人) significa "tre persone". Ma nel Ninjutsu è un pò la radice della parola stessa e rappresenta invece il concetto di resistenza alle difficoltà, pazienza e autocontrollo. Questo significato è centrale nell'idea del ninja, addestrato a sopportare il dolore e superare gli ostacoli. Po (法): Questo kanji significa legge, metodo, dottrina o principio eppure il sokei lo tradusse come "tesoro"... ma andiamo avanti per capire meglio questo concetto. "Ikkan" (一貫) significa "coerenza", "consistenza" o "integrità". Può riferirsi a un'azione, un pensiero o un principio che rimane costante e fedele a se stesso, senza variazioni o contraddizioni. Unendo il tutto e applicando il "tesoro" al PO quello che viene fuori è il concetto del Ninja stesso che continua ad allenarsi negli anni e durante questi allenamenti scopre dei Tesori grazie al Ninjutsu ( di diverso tipo, da conoscenza a tecniche a comprensione) ma sopratutto, perseverando, conosce se stesso. Un processo che avviene da se, sfida dopo sfida, allenamento dopo allenamento, ostacolo dopo ostacolo. Quindi ragazzi miei, lo dedico a voi... non mollate mai, insistete con calma e perseveranza e arriverete sempre dove vorrete nella vostra vita!








