
Consultazione delle antiche pergamene dei post

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- Strade fin troppo brevi... o forse semplici pause?
Purtroppo la vita si sà, non è facile per nessuno. Che sia l'amore, il lavoro o la salute stessa, a volte siamo costretti a fermare il nostro cammino marziale. Che sia una semplice pausa un semplice addio nel dojo in questo nuovo 2026 ci sara un vuoto lasciato da una coppia sorridente e nerd che da troppo poco solcavano il nostro tatami. Fabio e Mikhail per motivi personali sono costretti a lasciarci per un pò... con data da destinarsi. Speriamo tutti dal profondo del cuore di potervi rivedere e ridere ancora insieme a voi. A presto ragazzi...
- Ninjutsu Terapeutico...
Il Budo Taijutsu, o Ninpo Taijutsu o Ninjutsu, come vedete, può essere chiamato in molteplici modi; molteplici come sono i motivi per cui una persona dovrebbe avvicinarsi a quest'arte cosi unica e particolare. C'e' infatti chi tra noi, invece di usarlo per divenire un terribile e agile guerriero lo usa come fosse una terapia contro le problematiche di questo mondo moderno. Un modo per trovare il proprio posto in questo mondo, e il modo in cui starci. Una terapia per il coraggio, per volersi bene, per accettarsi e riscoprire lati di se stessi prima sconosciuti. Si, il budo fa anche questo, lo sviluppo del potenziale umano: "attraverso la pratica, si sviluppano compassione, saggezza e la capacità di creare felicità per sé e per gli altri, trasformando la propria vita e l'ambiente circostante." Tutto questo per dire che tra noi è giunta una delicata, graziosa e giovanissima Kunoichi di nome Hadiel. E anche se i motivi per cui è qui possono essere diversi da quelli degli altri... ora fa parte della nostra famiglia!
- Il Saluto
Spesso durante le lezioni ci sono argomenti che diamo per scontato, in quanto apparentemente semplici o semplicemente banali. Uno di questi casi potrebbe essere quello del saluto. IL SALUTO Ogni allenamento è preceduto da una breve cerimonia di saluto. Il maestro e gli allievi si dispongono, in ordine di grado, in Seiza rivolti verso il Kamidana. ll maestro pone le mani in Gassho (preghiera), seguito dagli allievi. A questo punto il maestro dice: "Shikin Haramitsu Daikomyo". che viene ripetuta da tutti. Tutti battono due volte le mani come per richiamare l'attenzione degli oggetti sacri che rappresentano le dvinità, si inchinano verso il Kamidana, battono ancora una volta le mani (solo una volta) e si inchinano di nuovo. Il maestro si gira verso gli allievi. Il più alto in grado dice "Rei" e tutti si inchinano nuovamente. Durante quest'ultimo inchino gli allievi pronunciano la frase: "Onegai shimasu". Il maestro risponde "ikimassho" che vuol dire "Andiamo" dando il permesso di rompere le righe. Il maestro si alza ed il più alto in grado dice "Kiritsu". A questo punto tutti gli allievi si alzano. AI termine dell' allenamento viene ripetuta tutta la prima parte del saluto. Dopo l'ultimo inchino, l'allievo più alto in grado dice: "Sensei ni Rei" Tutti gli allievi compiono un inchino all'istruttore e ripetono la frase: "Domo Arigato Gozaimasu" (Ringraziamento per la lezione) ed il maestro risponde: "Gokuro Sama Deshita" (raccomandazione allo studio) SHIKIN HARAMITSU DAIKOMYO Questa frase, composta da nove sillabe, non può essere tradotta letteralmente ma ne esistono varie interpretazioni. Sembrerebbe che questo sutra sia stato trasmesso ad Hatsumi Sensei dal suo maestro Takamatsu Toshitsugu. Shikin (Shi "Parole" e Kin "Suoni") possono indicare un "incontro" o "qualcosa che viene in mente". Con Shi si indica anche il numero "quattro" che in questo caso assume il significato di "quattro cuori": un cuore compassionevole, che esprime l'amore per tutto, un cuore sincero, che segue il percorso della giustizia, un cuore in sintonia con la natura, ed infine un cuore principale, che è impiegato per qualsiasi compito. Haramitsu (Hara indica la parte centrale del corpo umano e può essere tradotto come "cuore". "denso" o "fitto" mentre Mitsu può essere tradotto come "segreto") significa "perfetto" o "perfezione". Deriva dal termine sanscrito Paramita e si riferisce al culmine o alla perfezione di alcune virtù. Nel buddismo, queste virtù sono sviluppate come parte parte di un cammino di purificazione per il raggiungimento dell'illuminazione. Daikomyo (Dai "Grande". Ko "Interna" e Myo "Bianca") può essere tradotto come "la grande luce interiore" e fa riferimento ad uno stato di illuminazione interiore. ONEGAI SHIMASU Onegai shimasu è una frase di ringraziamento che nel saluto iniziale significa "onorato di imparare con voi" o anche "per favore istruiscimi". E' una supplica spesso usata per chiedere a qualcuno di insegnarti qualcosa e che si e' pronti per accettare l'insegnamento di qualcuno. Questa espressione viene quindi usata quando si salutano gli allievi o l'istruttore, o quando si manifestano approvazione e conferma. Trasmette, inoltre, un importante messaggio: il rispetto per l'arte e per la via. Onegai viene dal verbo negau che letteralmente significa "pregare per (qualcosa)" o "desiderare (qualcosa)". La O all'inizio è di onorificanza e dà enfasi alla frase. La seconda parte shimasu deriva dalla forma verbale suru, che e' il presente di "fare". Nella cultura giapponese, si usa in molte situazioni. Generalmente utilizzato per scambiarsi gli auguri di "buona salute" per il futuro tra persone che si incontrano durante le faste. Quindi, si puo' dire qualcosa tipo "spero che il nostro incontro porti buone cose". Si usa durante la festa d'inizio anno dicendo kotoshi mo yoroshiku onegai shimasu che si potrebbe tradurre in "prego e faccio buone cose per quest'anno" Si può' anche dare il significato di "ti prego" come in "ti prego di lasciarmi praticare con te". SENSEI NI REI Sensei ni Rei è il saluto al maestro, se presente. Può essere sostituito da Senpai Ni Rei, il saluto all'allievo più anziano, che sostituisce il maestro. DOMO ARIGATO GOZAIMASU Domo ( - "Grazie") in questo caso funziona da rafforzativo mentre Arigato Gozaimasu significa "grazie" - Arigato "Grazie" - Gozaimasu forma per rendere più cordiale il saluto. Questa espressione, che quindi letteralmente significa "molte grazie", si usa come ringraziamento per un'azione già compiuta (l'azione passata è denotata dall'uso di Gozaimasu). #IlSaluto
- Hajutsu Kyu Ho (le nove tecniche di evasione)
HaJutsu è tradotto letteralmente come tecniche di evasione, nello specifico si parla di 9 tecniche. Queste tecniche sono presenti nel "Chi ryaku no maki" La pergamena della Terra. Andiamo a vedere nello specifico queste 9 Tecniche. Te Ho Doki Te Hodoki è la tecnica di evasione per le prese ai polsi. Sfruttando la parte debole della presa si ruota il corpo e il braccio al fine di fare forza direttamente nella direzione in cui la presa si cinge. Tai Ho Doki Questa volta è il corpo (tai) che deve essere liberato. Sfruttando la respirazione e di conseguenza la dilatazione della cassa toracica e un movimento di bacino si crea lo spazio necessario per attaccare l'avversario. Oya Goroshi " Uccidendo il Padre" è la traduzione letteraria di questa tecnica che inizia nel momento in cui veniamo presi al bavero. Ci si sposta lateralmente come di consueto ma questa volta nella direzione opposta, al fine di scoprire il pollice che ci sta afferrando. Successivamente con l'altra mano bisogna effettuare una pressione tra l'ultima falange del pollice e la parte bassa del pollice. Accompagnare a terra Ko Goroshi Questa volta invece "Uccidiamo il figlio" (dove appunto Ko vuol dire minore, più piccolo). Il meccanismo è lo stesso del precedente Ma questa volta per tenere il leva il mignolo bisogna inizialmente tenderlo verso l'altro e successivamente, mantenendo l'angolazione, verso il basso. Koshi Kudaki Koshi Kudaki è traducibile con "distruggere i fianchi". In questa tecnica il nostro Uke tenta di proiettarci in avanti ma accompagnando prontamente il suo movimento faremo in modo di dare un senso di vuoto li dove lui invece si aspettava il nostro corpo. A quel punto pressionando con il palmo della mano sull'osso sacro e premendolo verso il basso Facciamo perdere forza al nostro aggressore, che cadrà a terra. Happo Geri Happo Geri sono i calci fondamentali. In questo video vengono mostrati tutti i calci che ci appartengono come Ninja. Non esistono combinazioni precise quindi ogni enka è ben accetto. Keri Kudaki Distruggere il calcio. Anche qui abbiamo diversi modi per raggiungere il nostro scopo. Ne esistono diversi enka, qui ne vengono dimostrati alcuni. Ken Kudaki Distruggere il pugno Anche qui abbiamo diversi modi per raggiungere il nostro scopo. Ne esistono diversi enka, qui ne vengono dimostrati alcuni con i calci, ma ne esistono diverse varianti anche con le mani. #HajutsuKyuHo
- Taihenjutsu Avanzato
Faccio questo post per fare un po di chiarezza su quello che è il Taijutsu e quello che dovrebbe essere il taijutsu nella realtà giornaliera. Attualmente ai livelli del dojo stiamo allenando i kaien e i vari nagare... Ma a cosa servono realmente? Servono a farvi uscire da spiacevoli situazioni che potrebbero essere potenzialmente molto dolorose e dannose. Questo e' quello a cui miriamo ... Guardate bene... #TaihenjutsuAvanzato
- Hambo Jutsu - Kamae
In questo post vedremo alcuni dei principali Kamae da poter utilizzare con l'hambo. Ichimonji no Kamae L'hambo è in posizione orizzontale mentre il corpo è a 45 gradi come l'omonimo kamae di Taijutsu. Hira no Kamae Posizione frontale. L'hambo viene sorretto da entrambe le mani mantenendo le braccia stese lungo il corpo. Mune Muso no Kamae Posizione frontale ad una mano. L'hambo viene sorretto da una sola mano. i piedi sono frontali, apertura delle spalle. La postura è quella del passeggio. Otonashi no Kamae Posizione frontale. L'hambo viene sorretto da entrambi le mani dietro alla schiena. i piedi sono frontali, apertura delle spalle. Kage no Kamae Guardia posteriore di attacco. L'hambo viene sorretto da entrambi le mani dietro alla schiena. i piedi sono in ichimonji no kamae
- Lo Shinobi Shozoku
Intorno allo Shinobi Shozoku 忍び装束 il famoso abito dei Ninja vi sono vari preconcetti dati purtroppo dai media, infatti non è vero che il Ninja lo indossava sempre (questo perché se il Ninja avesse avuto una uniforme univoca sarebbe stato riconosciuto molto facilmente), ma poteva essere un qualsiasi abito giapponese camuffato in modo che in qualunque momento il Ninja potesse mettersi il Sanjaku-tenugui per non farsi riconoscere, nella giacca e nei calzoni il Ninja cuciva delle tasche segrete per poter riporre documenti segreti o le armi segrete (Kakushi Buki 隠し武器) e poteva essere non solo del colore nero o bianco, ma anche blu scuro, marrone scuro o rosso scuro. Solitamente il Ninja si vestiva ditutto punto solo per penetrare nelle fortezze o nei campi nemici con le tecniche di Shinobi Iri 忍び 入り e per il suo utilizzo nelle tecniche di fuga e mimetismo attraverso il Togyo no Jutsu, lo Shinobi Shozoku non era che un modo per infiltrarsi,infatti il Ninja utilizzava anche i travestimenti Henso Jutsu 変装術 che nella Togakure Ryu erano conosciuti come le tecniche dello Shichihode Sanpo Gata 七方出三法型 (Forma delle sette vie di fuga e la forma dei tre metodi) che consisteva in sette metodi di travestimento: 1) Komuso 虚無僧, 2) Shukke 出家, 3) Yamabushi 山伏, 4) Shonin 商人, 5) Hokashi 放歌師, 6) Sarugakushi 猿楽師, 7) Tsune no Kata (常の形) e tre metodi per cambiare le sembianze del corpo. Lo Shinobi Shozoku era composto dallo Shinobigi 忍び着 (l’abito con delle tasche segrete simile a un comune abito dalavoro giapponese), Tekkou 手甲 (bracciali tipici del viandante o del monaco giapponese), Kyahan 脚半 (gambali), Tabi 足袋 (tipiche calzature giapponesi) e il Sanjaku-tenugui 三尺手拭い (che erano due pezzi di stoffa 30 cm X 90 cm utilizzati per coprire il volto in modo che se una parte veniva tirata via l’altra continua a coprire almeno una parte del viso. Inoltre il Ninja poteva utilizzare in vari modi lo Shinobi Shozoku, per esempio, per filtrare l’acqua o legando le estremità e riempiendolo di aria calda come salvagente di emergenza, ecc. . Lo Shinobi Shozoku è anche conosciuto come Ninniku Yoroi 忍辱鎧 “l’armatura della perseveranza contro le umiliazioni” questo significa che l’abito del Ninja è come il Kesa 袈裟 del monaco, tutte le umiliazioni si devono fermare al nostro abito, mantenendo la mente e il cuore puro così che non possa essere intaccato da nessuna impurità. Ringrazio il Dai Shihan Luca Lanaro che ho usato come fonte.
- Tsuka Maki Tutorial
Una delle cose che spesso mi sono state chieste e' come si realizza una Tsuka maki. Ma partiamo dalle basi... cos'e' la Tsuka Maki? La Tsuka e' la parte del "manico" della Katana.. o del bokken, o del tanto e via dicendo. La Tsuka Maki e' la copertura, l'intereccio che si ottiene tramite la Tsuka Ito, una fascia di velluto o diverso materiale. Vi lascio quindi al tutorial che ho preparato con la speranza di mostrarvi un metodo casalingo, pratico e veloce per realizzare un impugnatura resistente e dall'aspetto professionale da applicare ai vostri bokken invece di comprarli già fatti e risparmiare qualche soldino... Cliccate sulla foto per accedere al Tutorial.
- Promozioni anticipate
Parliamo un secondo di un evento particolare che ha un po sconvolto alcuni dei miei allievi. Durante un seminario che abbiamo vissuto di recente, alcuni di miei allievi sono stati promossi. Come ben sapete, malgrado io sia contrario a questa pratica di promozione questa volta ho deciso di aderire a questa usanza comune. Voglio intanto spendere 2 parole ovvie dicendo il perchè sono contrario. Regalare una promozione vuol dire un buon 80% delle volte che l'allievo promosso salterà parte del programma. Questo con un semplice passaggio al kyu superiore. Quando i kyu saltati sono 2 o 3 o addirittura un esame di Shodan il discorso diventa secondo me deletereo. Arrivare alla cintura nera è una passeggiata lenta che va vissuto con calma e guardandosi attorno, serve a capire se siamo tagliati per fare quello che stiamo facendo e se abbiamo la forza e la volontà di percorrere la via del Budo. Questo percorso deve prepararci ad arrivare al vero inizio, ovvero lo shodan. Deve darci gli strumenti necessari per affrontare quello che poi sarà un viaggio della vita. Questa e' la mia personale visione della scalata dei kyu. Detto questo voglio precisare che ho accettato di premiare la vostra presenza al seminario e la bella figura che mi avete fatto fare risparmiandovi lo stress degli esami. Questo non vuol dire saltare un pezzo di programma. Continuerete ad allenarvi su i vostri argomenti come se foste del kyu corrispondente fino a quando ci sarebbe stato il vostro esame. Solo allora e se avrete effettivamenente assimilato quello che dovete allora passerete al nuovo programma... senno semplicemente sarete dei kyu avanzati che... ripassano :D Detto questo ricordatevi che un maestro sa quando il proprio allievo è pronto per salire il gradino successivo... anche senza esame! Quindi non sentitevi in colpa o preoccupati per il programma... avete solo vinto un lasciapassare per questo esame!
- Esami di cintura 27/11/2025
Ieri si sono tenuti gli esami di cintura di alcuni allievi del mio dojo. Nello specifico parliamo di Francesco e i due Edoardi. Si parla dei primi kyu, all'inizio del percorso marziale ma malgrado questo i ragazzi sono stati bravissimi. Ogni Kamae, ogni kyusho, ogni kaiten fatto alla perfezione, anche cose buttate li da me appositamente per metterli un minimo in difficoltà. Devo essere sincero, ad oggi non mi aspetto di meno dai miei allievi. Sinceramente avrei voluta averla anche io all'epoca una formazione di questo tipo: scandita, metodica, con termini e programmi chiari e precisi. Ed è per questo che mi impegno come maestro a fornire i giusti materiali e le giuste nozioni. Io studio con voi, ripasso con voi. Colmo le mie lacune per non crearne in voi. Vedervi passare degli esami tutto sommato pieni di nozioni e termini di un altra lingua, fare movimenti che richiedono una certa coordinazione e sentirvi raccontare la biografia del Soke cosi ricca di dettagli mi riempie il cuore. Quindi come sempre Ganbatte kudasai miei buyu!!!
- La Yoroi
...Se ne parla spesso durante gli allenamenti. Spessi sentite frasi tipo, questa tecnica funziona cosi perche i samurai indossavano la Yoroi. Dovete colpire quel punto scoperto, dovete tagliare li... Ma sta benedetta Yoroi come e' realmente fatta e da cosa è composta? Oggi andiamo a vedere nello specifico come appare e da che parti e' composta: La Yoroi (letteralmente "grande armatura") è considerata l'espressione più elevata delle capacità tecnico-artistiche degli armaioli giapponesi, la cui produzione risale a partire dal XII secolo. L'armatura giapponese completa è generalmente di ingombro moderato, pensata per garantire la massima libertà di movimento al samurai, del peso medio di circa 40 Kg. Principali componenti della Yoroi classica: Corazza e Protezioni del Tronco Dō (胴(仏胴)): La corazza, che poteva essere realizzata in cuoio o ferro. Nella kozane dō gusoku (l'armatura samurai per antonomasia, precedente l'introduzione delle armi da fuoco occidentali), il Dō era composto da lamelle (hon-kozane) di piccole dimensioni o lamine (honiyozane) di grandi dimensioni, interconnesse tra loro da rivetti, lacci o cotta di maglia, e spesso ricoperte di lacca per una maggiore resistenza. Tipi specifici includevano dō-maru e haramaki-dō (leggeri, per i fantaccini) o ō-yoroi (pesante, per la cavalleria). Kusazuri (草摺): La scarsella, un grembiule di pezze rettangolari fatte di lamine, che veniva cinto sopra la corazza. Manchira: Un giubbone in stoffa rinforzata da maglia, scaglia o piastra di ferro (o una combinazione di questi) per proteggere il tronco, le ascelle e il collo. Protezioni per il Capo e Collo Kabuto (兜(⽇根野形頭形兜)): L'elmo. Alcune sue componenti includevano: Shikoro (しころ): Il paranuca. Mabisashi (眉庇): La protezione per la fronte. Kasa-jirushi (腰巻): La fascia dell'elmo. Mempo (⾯頬(⽬の下 頬)): La maschera. Yodare-kake (襟廻): La barbozza. Guruwa/Nodowa: La gorgiera. Hanburi/Hachi gane/Hitai ate: Protezioni leggere per la fronte. Datemono/Tatemono: Creste di varie forme e dimensioni montate sull'elmo. Esempi sono il Wakidate (spesso corna di bufalo d'acqua) o il Maedate (come un disco solare). Protezioni per gli Arti Sode (袖(当世袖)): Gli spallacci, che erano di forma rettangolare e agganciati sopra il corpo dell'armatura. La loro fascia è chiamata sode-jirushi. Kote (籠⼿(篠籠⼿)): Il bracciale, che copriva l'intero arto superiore. Tekkō (⼿甲(摘⼿甲)): I guanti d'arme. Haidate (佩楯): Il cosciale. Suneate (臑当(篠臑当)): Gli schinieri, che proteggevano i polpacci. Kōgake (甲懸): La scarpa d'arme o calza corazzata in supporto al tabi. Tateage (⽴挙): Il ginocchiello. Componenti Aggiuntive e Vestiario di Supporto Altre componenti che completavano l'equipaggiamento includevano: Sashimono: L'insegna distintiva, applicata sulla parte posteriore del Dō per il riconoscimento degli alleati. Horo: Un mantello indossato dai samurai di rango elevato. Yebira: La faretra. Yoroi hakama: Pantaloni hakama corazzati. Shitagi: La maglia indossata sotto la corazza. Kutsu: Gli stivali da equitazione in pelle.
- Note sulle tradizioni e retaggi delle scuole Iga e Koga
Grazie alla collaborazione dello Shihan Defraia creo questo post in cui si parla un pò del retaggio dei Clan di Iga e di Koga. Una sintesi del densho (documento di trasmissione che contiene gli insegnamenti essenziali di una scuola) della tradizione Iga, si concentra su aspetti storici, tecnici, filosofici e sulle principali Ryū-ha (scuole) associate alla regione di Iga. 1. Contesto Storico e Origini La regione di Iga (e la vicina Koka) è considerata la culla del ninjutsu. Le scuole sorte in queste aree hanno beneficiato dell'unione di conoscenze locali giapponesi e dell'apporto di esuli da Cina e Corea, che trovarono rifugio nelle aree montuose e inospitali tra l'VIII e il IX secolo. L'arte del ninjutsu si formò verosimilmente tra il X e il XIV secolo. Secondo le tradizioni di Iga, l'origine dello shinobi no Jutsu risale al mito in cui il dio Susanoo trasformò la Principessa Kushinada in un pettine magico (Yutsutsumagushi). 2. Principi Fondamentali e Definizione di Shinobi Il cuore del ninjutsu è osservare, spiare, prevedere e fermare il pericolo; è una scienza di sopravvivenza e combattimento. • Definizione di Shinobi: Le tradizioni di Iga definiscono shinobi come l'atto di rendere una cosa (che si ha in mano) che consiste in un profondo segreto. Il carattere nin in ninjutsu significa anche "sopportare" e può essere scomposto come shin ("cuore" o "spirito") sotto yaiba ("lama"), intendendo colui che "pone il suo cuore sotto la lama della spada", ovvero non ha paura di morire. • Koshijutsu e Koppojutsu: Alla base dell'insegnamento di Iga e Koga stanno due discipline complementari: il Kosshijutsu (tecniche basate sull'uso delle dita per attaccare punti vitali, nervi e muscoli) e il Koppojutsu (tecniche per rompere le ossa facendo leva sulle articolazioni). I ninja di Iga e Koga padroneggiavano queste arti come parte del loro addestramento. 3. Scuole Centrali della Tradizione Iga (Takamatsu Den) Le fonti menzionano specificamente due Ryū-ha di Ninpo strettamente associate a Iga e trasmesse alla famiglia Toda: • Togakure Ryū Ninpō (Hidden Door School - Arte di Combattimento di Furtività/Sopravvivenza) : Fondata da Daisuke Nishina (Togakure Daisuke) nel XII secolo, rifugiato nella regione di Iga. o Movimenti e Strategie : I movimenti sono molto bassi, allungati e angolari, adattati per aree montuose. Le strategie si concentrano sulla sopravvivenza e sulla fuga, includendo movimenti di rotolamento (rolling), evasione e abilità di "scomparire". o Armi: È conosciuta per l'uso di armi ninja come Shuko/Ashiko (artigli per mani e piedi), Kyoketsu Shogee, shuriken e Shinodake (un bambù di circa 4 piedi). • Kumogakure Ryū Ninpō (Hiding In The Clouds School - Ordine superiore di ninjutsu) : Il fondatore è Heinaizaemon Ienaga Iga nel XVI secolo, considerato il fondatore dell'Iga Ryū Ninpō. o Filosofia: Questa scuola si concentra sull'aspetto non violento del Ninjutsu. o Specialità: Vengono utilizzate la Kamayari (lancia uncinata, usata originariamente per arrampicarsi sulle navi e contro spadaccini) e le tobi-waza (tecniche di salto). I membri potevano indossare la Maschera del Demone (Demon Mask). La frase "Shikin Haramitsu Daikomyo", usata nel saluto del Bujinkan, si dice provenga da questa Ryū. 4. Principi Strategici e di Spionaggio (Ooshinobi no Daiji) Gli insegnamenti di Iga includevano metodi avanzati di spionaggio, chiamati Ooshinobi no Daiji (Principio del Grande-Shinobi). • Infiltrazione in Tempi di Pace: Per assicurare il successo, gli uomini dovevano essere infiltrati in varie province in tempi di pace, utilizzando arti come la poesia, il Renga (collegamento di versi), il tè o il gioco del Go per farsi conoscere e stabilire contatti liberamente. • Tecniche di Fuga e Distrazione: Le strategie di fuga (Tonko no Jutsu) erano classificate secondo i cinque elementi (legno, fuoco, terra, acqua, metallo). Ad esempio, ci si nascondeva con l'elemento terra (fossa ricoperta) o fuoco (accecando il nemico con una bomba fumogena). Una tecnica di evasione prevedeva di far rotolare un sasso da un lato di un tetto per creare confusione mentre si scendeva dal lato opposto. • Armi e Strumenti: L'equipaggiamento di base includeva un cappello di paglia, una corda con gancio (kaginawa), una pietra per scrivere, farmaci, un pezzo di stoffa (usato anche come cintura o corda) e materiale per accendere il fuoco. 5. Aspetti Mentali e Spirituali Il Densho si concentra profondamente sullo stato mentale del praticante. • Stato di Non-Mente (Mushin) : È cruciale raggiungere uno stato di mushin (non-mente) e muga (non-sé), non essendo schiavi del pensiero razionale e non attaccati alle distinzioni tra sé e l'avversario o tra vittoria e sconfitta. • Controllo Emotivo: Lo shinobi deve avere il controllo della sua mente, non permettendo alle emozioni o agli impulsi di sopraffarlo, rafforzando così il proprio ki (energia vitale). • Perseveranza: L'abilità non si trova nelle forme o nei kata, ma nel cuore: la pratica richiede perseveranza e costanza. • Principio del Den: Le scuole tradizionali (Koryu) basano la trasmissione su una relazione privilegiata tra maestro e studente, spesso registrando gli insegnamenti essenziali nei Densho. La trasmissione può essere scritta (Densho) o puramente orale (Kuden), ma il significato profondo risiede nella pratica e nell'intuizione. Takamatsu Sensei stesso sottolineava che il Kihon Happō (Otto Metodi Fondamentali, base di diverse scuole ninja) è come la radice del Budō. Strategie in pillole: La Tradizione di Scrivere una Serie di Lettere False (Chirashi Gaki no Tsutae). • Scopi e Metodi delle Lettere False La scrittura e la diffusione di lettere false erano considerate un'importante strategia di shinobi no jutsu. • Diffondere Sospetti e Conflitti Interni : Lo scopo principale era quello di creare sospetti reciproci tra le file nemiche, portando all'insorgere di conflitti interni. • Tecniche di Implementazione: Questa tecnica veniva generalmente eseguita dopo aver impiegato l'Arte della Connessione a Tre Vie (Art of Three-way Connection, Miawase no Daiji) o l'Arte della Connessione Segreta (Art of Secret Connection, Ura-awase no Daiji). • Contenuto delle Lettere: Le lettere false potevano avere diversi contenuti ingannevoli: o Una lettera poteva congratularsi con il destinatario per l'imminente tradimento ("Siamo lieti di sapere che tradirai"). o Potevano rivelare i metodi per inviare segnali o confermare la promessa di ricompensa che sarebbe stata data al "traditore". o Un'altra poteva ordinare un attacco alle spalle con l'appiccamento di incendi, promettendo ricompense. o Altre lettere potevano omettere spiegazioni chiare di azioni militari, fornendo invece solo una presunta password o segni identificativi. Ciò serviva a rendere il nemico sospettoso sull'identità del destinatario o sul significato nascosto dei messaggi. o Un altro tipo di lettera poteva incitare una ribellione dall'interno del campo nemico. • Modalità di Distribuzione Per massimizzare l'effetto, si dovevano preparare decine di lettere false. Potevano essere diffuse in diversi modi: • Yabumi: Lettere inviate tramite frecce. • Infiltrazione: Gli shinobi potevano lasciarle direttamente all'interno della struttura nemica. • Spia Nemica: Potevano farle trovare da una spia nemica, affinché questa le riportasse al proprio signore. • Tecnica del Messaggero: Gli shinobi potevano diffondere false informazioni in vicinanza di una spia nemica, affinché questa le riportasse al proprio signore. • Strategie Connesse e Esempi Storici L'uso di documenti falsificati si inquadra in strategie più ampie di manipolazione e disinformazione: • Inganno tramite Falsa Informazione (Kyojitsu Ten Kan Ho) : I ninja erano esperti nel presentare la falsità come verità (kyojitsu ten kan ho), un principio fondamentale nelle loro filosofie di successo nello spionaggio. • Tecnica del Messaggero: Gli shinobi potevano diffondere false informazioni in vicinanza di una spia nemica, affinché questa le riportasse al proprio signore. • Tecnica della Lettera Falsificata (Tsukuri Bumi no Jutsu) : dove uno shinobi si fingeva messaggero o un servo per consegnare verbalmente un messaggio falso (ad esempio, che il marito di una donna era stato rapito), o un compagno fingeva di essere un messaggero di un conoscente per attirare l'avversario fuori casa, consentendo all'altro shinobi di introdursi nell'abitazione. • Falsificazione di Scritture (Oda Nobunaga): Un esempio storico di estrema manipolazione che coinvolge la falsificazione della scrittura risale a Oda Nobunaga. Nobunaga fece addestrare un segretario molto abile per due anni per copiare perfettamente la calligrafia di Yamazaki Shinzaemon, un valoroso difensore del clan Imagawa. Una volta che l'agente padroneggiò la scrittura, Nobunaga gli fece forgiare una lettera che implicava una comunicazione segreta tra Yamazaki Shinzaemon e il clan Oda. Questa lettera falsificata, combinata con voci diffuse, convinse il signore di Yamazaki, Imagawa Yoshimoto, a ucciderlo senza indagini approfondite, portando al declino delle sue tattiche e alla successiva sconfitta di Yoshimoto nella battaglia di Okehazama. Tutte queste attività—falsificare la scrittura, diffondere voci e mostrare la lettera al momento opportuno—erano parte di un piano complesso. Denso (Rotoli di Trasmissione) Nelle scuole di arti marziali, come il ninjutsu, i documenti scritti (densho) a volte utilizzavano parole difficili o fuorvianti per mantenere segrete le tecniche, nel caso in cui i rotoli venissero rubati. Potevano usare deliberatamente parole ingannevoli o addirittura l'opposto del vero significato (ad esempio, definendo una tecnica di attacco come difensiva). Questo sistema di scrittura criptica rendeva i rotoli incomprensibili a chi non era iniziato alla scuola. Questo concetto di inganno linguistico rifletteva l'atteggiamento generale di non rivelare i veri segreti.








