Gli Yamabushi: asceti di montagna e fondamento spirituale degli Shinobi
- Nesshin Ryu

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Per capire da dove provengono veramente gli Shinobi, bisogna prima capire lo yamabushi.
Gli Yamabushi, Il cui nome si traduce approssimativamente come "coloro che giaccione sulle montagne", erano asceti praticanti di un percorso spirituale noto come Shugendo. Quesia tradizione esoterica, che fondeva elementi di Buddhismo, Shintoismo e Taoismo, sosteneva che le montagne fossero spazi sacri carichi di potere divino e che gli esseri umani potessero sfruttare questo potere attraverso una disciplina fisica e spirituale estrema.
Lo Shugendo trae le sue origini dal leggendario sant'uomo En no Gyõja (En no Ozunu/Ozono/Otsuno), (nato nel 634 d.C. a Katsuragi (attuale prefettura di Nara) e morto intorno al 700-707 d.C.), che si dice abbia vissuto alla fine del VIl secolo sui monti Katsuragi, vicino alla penisola di Izu.

Secondo la tradizione, En no Gyoja fu esiliato sulle isole Oshima, dove continuò a praticare severe austerità e acquisi abilità straordinarie attraverso la sua comunione con le forze della natura.
È considerato il patriarca fondatore dello Shugendo e attraverso lo Shugendo, l'antenato spirituale di quello che sarebbe diventato un elemento strutturale della tradizione del Ninjutsu.
Le pratiche degli yamabushi erano rigorose a tal punto da sfidare i limiti della resistenza umana.
Gli iniziati si sottoponevano a estenuanti pellegrinaggi in montagna chiamati kaihögyo, trascorrendo anni attraversando terreni accidentati con ogni condizione atmosferica, digiunando, meditando sotto cascate ghiacciate, camminando su carboni ardenti e sopportando rituali di pre-morte e rinascita simbolica.
L'obiettivo non era la mera esistenza fisica, ma la dissoluzione del sé ordinario e l'emergere di un praticante fluido, in sintonia con se stesso e capace di una percezione e una resilienza straordinarie.
Nessun resoconto della storia del ninjutsu sarebbe completo senza parlare del tengu e nessun argomento nell'intera tradizione si colloca più scomodamente al confine tra storia e mito.
I tengu sono esseri soprannaturali profondamente radicati nel folklore giapponese.
Nelle loro prime raffigurazioni, erano spaventose creature simili a uccelli, associate a disastri e disordini.
Nel corso dei secoli, la loro immagine si è evoluta notevolmente.
Nel Medioevo, i tengu avevano assunto un significato più sfumato : esseri potenti che abitavano le profonditè delle montagne, pessedevano un'antica saggezza e, secondo numerose leggende. fungevano da inseananti di arti marziali e spirituali per essere umani eccezionali.
I grandi tengu, noti come dai-tengu, erano tipicamente raffigurati con sembianze umane combinate a caratteristiche ultraterrene: nasi allungati, vesti piumate e ali capaci di coprire grandi distanze in pochi istanti. Erano raffigurati come pericolosi per gli indegni, ma come maestri trasformativi per coloro che avevano dimostrato il loro valore attraverso la sofferenza e la sincerita.
La leggenda più famosa che collega il tengu alla tradizione marziale riguarda Minamoto no Yoshitsune, uno dei più grandi guerrieri della storia giapponese.
Secondo Ia tradizione, da giovane Yoshitsune si ritirò nelle foreste del monte Kurama, vicino a Kyoto, dove incontrò il grande tengu Sojobo, il re di tutti i tengu.
Sotto la tutela soprannaturale di Sojobo, Yoshitsune apprese uno stile di combattimento che trascendeva le normali capacità umane: movimenti rapidissimi, gioco di gambe non ortodosso, la capacità di leggere l'intenzione dell'avversario prima che potesse agire.

Gli abitanti di lga e Koga avevano le loro tradizioni legate ai tengu. Nelle fortezze montane di queste province, i tengu non erano considerati semplici favole, ma presenze intessute nella realtà spirituale del paesaggio. Gli yamabushi che praticavano lì riferivano regolarmente di incontri con i tengu durante le loro pratiche di ritiro profondo. Interpretati non come illusioni, ma come autentiche iniziazioni: un contatto con una saggezza che trascendeva la comune comprensione umana.
Secondo la tradizione, da questi tengu gli abitanti di lga e Koga ricevettero i loro insegnamenti piú essenziali: tecniche specifiche di movimento che non lasciavano traccia, metodi di disturbo psícologico e la capacità di leggere il flusso degli eventi abbastanza bene da agire prima che le conseguenze si materializzassero.
Che si legga il tengu come un essere soprannaturale letterale, come una metafora dei maestri yamabushi che trasmisero la conoscenza esoterica o come espressione del misterioso incontro con le forze più profonde della natura, il risultato è lo stesso. Il tengu rappresenta qualcosa di iriducibile nel cuore del ninjutsu: la consapevolezza che le abilità più elevate non possono essere acquisite solo attraverso l'istruzione ordinaria, ma solo attraverso l'incontro con qualcosa di più grande, estraneo e impegnativo del semplice essere umano.
































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